Consenso

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Back to top

Oltre l'automazione: ripensare ai processi finanziari

Le informazioni sul sito sono aggiornate in buona fede ma possono contenere errori e cambiare senza preavviso. L’uso dei contenuti è ad esclusivo rischio dell’utente. Per saperne di più

Dall’accesso all’integrazione

Non più un mondo separato

Per molto tempo il sistema informatico aziendale si fermava alla porta dell’home banking.

Oltre quella soglia iniziava un altro mondo: accessi dedicati, caricamenti manuali, operazioni replicate.

I sistemi interni erano integrati ma il flusso finanziario no.

Oggi non è più così.

L’evoluzione normativa – dalla Payment Services Direct 2 (PSD2) agli standard tecnici di sicurezza e alle API regolamentate, ha aperto l’accesso ai dati bancari in modo sicuro e strutturato.

Il vero valore, però, non sta nell’accesso in sé, ma in come questa evoluzione può essere messa al servizio dei processi aziendali.

Dal flusso frammentato all’integrazione completa

Integrare il flusso finanziario nei processi aziendali

Il limite dei processi non integrati

Un processo frammentato

Nelle aziende con cui collaboriamo abbiamo riscontrato spesso difficoltà operative che generavano rallentamenti e discontinuità.

Prendendo come esempio il processo di pagamento, lo scenario era ricorrente:

  • Raccolta manuale delle fatture

  • Verifica importi via mail o telefono

  • Accesso all’home banking

  • Inserimento manuale dei bonifici

  • Contabilizzazione successiva, sempre manuale

Un flusso frammentato, con più accessi, ruoli sovrapposti e un inevitabile rischio di errore.

Non si trattava solo di velocizzare le attività o di sostituire il manuale con l’automatico: la sfida a cui eravamo posti di fronte era, a diversi livelli, integrare davvero tutti i processi, superando la separazione tra sistema gestionale e flusso bancario.

L’esigenza comune era trasformare attività operative scollegate in un processo governato, strutturato e tracciabile.

Quando l'integrazione diventa metodo

Disegnare un processo integrato

Le problematiche simili riscontrate in contesti diversi, ci hanno portato a capire che non bastava intervenire sul caricamento dei bonifici, ma bisognava ripensare l’intero flusso.

Dal gestionale vengono raccolte automaticamente fatture e scadenze.

I dati vengono poi integrati nei sistemi specifici sviluppati da Techseed, attivando un iter autorizzativo strutturato:

  • chi verifica che l’importo sia corretto?

  • chi valida il fornitore?

  • chi autorizza il pagamento finale?

 

Superate tutte le validazioni, i sistemi generano automaticamente la distinta di pagamento, che viene caricata in banca tramite integrazione API sicura.

A valle del pagamento, l’esito rientra nei gestionali e il ciclo si chiude con la contabilizzazione automatica.

Un’automazione isolata avrebbe risolto poco.

Un processo end-to-end, invece, cambia il modo di lavorare.

Quando l'integrazione cambia il lavoro

Cosa cambia davvero

Quando i flussi finanziari vengono integrati nei processi aziendali cambia l’organizzazione del lavoro.

Con questo approccio, le operazioni diventano più snelle e sicure: gli inserimenti manuali e le attività duplicate spariscono, riducendo tempi ed errori.

Gli accessi alla banca diventano limitati e coerenti con i ruoli, le autorizzazioni sono tracciate, ogni passaggio è documentato garantendo maggiore sicurezza.

Non è solo una questione di automatizzazione dei bonifici, ma il focus principale è la progettazione dei flussi in cui gestionali, workflows autorizzativi ed infrastrutture bancarie fanno parte dello stesso processo.

Un quadro normativo abilitante

Perchè oggi è possibile

Negli ultimi anni il contesto normativo europeo — a partire dalla Payment Services Directive 2 (PSD2) — ha reso disponibili interfacce standard e regolamentate per l’accesso ai dati bancari, insieme a requisiti di sicurezza come la Strong Customer Authentication.

Questo significa che l’integrazione tra sistemi aziendali e banca non è più una soluzione creativa “su misura” o borderline, ma può essere progettata in modo strutturato, sicuro e conforme.

Un metodo replicabile

Un approccio, non un progetto isolato

Quello descritto non è un caso unico, ma un modello applicato in contesti diversi, con esigenze e complessità differenti.

Ogni implementazione ha le proprie specificità, ma il principio resta lo stesso: non intervenire sul singolo passaggio operativo, bensì ridisegnare il processo nel suo insieme.

Far dialogare il passato con il futuro

La vera opportunità

La domanda non è se adottare l’open banking ma quali attività restano manuali solo perché il flusso finanziario è ancora esterno al sistema aziendale.

Finché la banca è “fuori”, esisteranno duplicazioni e punti di discontinuità.

Quando entra nel processo, molte inefficienze smettono di esistere.

Questo rende possibili attività come:

  • riconciliazione automatica degli estratti conto

  • gestione massiva dei pagamenti in un’unica distinta

  • integrazione nativa tra gestionale e flussi finanziari

  • riduzione del rischio operativo grazie a workflow autorizzativi strutturati

Ma soprattutto cambia la logica con cui si progettano i sistemi.

L’integrazione bancaria è uno strumento per rendere il flusso finanziario parte integrante delle operazioni aziendali.

Non è un tema fintech.

È un tema di progettazione dei processi.

Quando la banca diventa parte del flusso, l’efficienza non è più un obiettivo da inseguire: diventa una conseguenza.