Esiste un momento, nello sviluppo di un software, in cui il progetto sembra aver raggiunto tutti gli obiettivi prefissati.
Le funzionalità richieste sono state implementate, i test superati, il sistema rilasciato nei tempi concordati e il cliente approva il risultato. Dal punto di vista tecnico, non c'è nulla da eccepire. Ma è proprio da quel momento che inizia la prova più importante.
Quando il software entra nella quotidianità dell'azienda, le persone iniziano a confrontarsi con lo strumento non più come progetto, ma come parte del proprio lavoro. È in questa fase che emerge un fenomeno sorprendentemente frequente: molte delle funzionalità sviluppate vengono utilizzate solo sporadicamente, mentre altre non entrano mai davvero nelle abitudini operative
Non significa necessariamente che siano inutili o progettate male. Nella maggior parte dei casi rispondono a esigenze reali emerse durante l'analisi, e anche la progettazione risponde alle richieste fatte. Il punto è un altro: ciò che ha perfettamente senso quando viene valutato come singolo requisito può perdere efficacia quando entra a far parte di un sistema molto più articolato.
Per questo motivo il successo di un software non coincide con la sua consegna. Un progetto genera valore quando viene adottato con naturalezza dalle persone che dovranno utilizzarlo ogni giorno. È allora che la qualità della progettazione smette di essere una questione tecnica e diventa una questione organizzativa.